Nella distribuzione, sistemi a rullo tenditore, a pattino e misti, con catena, ingranaggi e cinghie
Da alcuni anni diversi motori di altissime prestazioni hanno un comando della distribuzione “misto”, con uno stadio a catena e uno a ingranaggi. Questo schema, noto da tempo ma ben poco impiegata in passato, consente da un lato di diminuire un poco la lunghezza della catena e dall’altro di avere vantaggi a livello di ingombro. Se gli ingranaggi sono nella testa quest’ultima può essere più compatta e gli alberi a camme possono essere più vicini uno all’altro. Se sono nel basamento, le ruote dentate sulle quali si avvolge la catena possono avere un diametro minore.
Un comando misto che ha avuto uno straordinario successo è quello adottato dalla Ducati inizialmente per i suoi bicilindrici monoalbero ad aria, della serie iniziata col famoso Pantah, e quindi impiegato anche sui bialbero ad acqua che tante vittorie hanno ottenuto nel mondiale Superbike. Qui il primo stadio è costituito da un albero ausiliario che attraversa il basamento portando il moto dal lato sinistro a quello destro. Viene comandato da una coppia di ingranaggi e ruota con velocità dimezzata rispetto all’albero a gomito. La sua estremità destra aziona gli alberi a camme per mezzo di due cinghie dentate.
Rispetto al comando con una cinghia che collega direttamente l’albero a gomito a quello a camme, questo sistema consente di impiegare pulegge aventi tutte lo stesso diametro, che può essere scelto liberamente dal progettista in modo da risultare ottimale, ovvero né grande (e quindi con maggiore ingombro) né piccolo (con riduzione del raggio di avvolgimento della cinghia). Inoltre le cinghie possono avere una lunghezza minore rispetto a quella che avrebbero in caso di collegamento diretto, senza interposizione di ingranaggi. Al loro apparire le cinghie dentate in breve tempo hanno addirittura rivoluzionato la tecnica delle auto di serie. Le loro caratteristiche più interessanti sono il funzionamento silenzioso, la semplicità e il costo ridotto dei sistemi di comando che le impiegano.
Gli svantaggi, rispetto ai comandi a catena, sono la maggiore larghezza e la necessità di sostituirle con una notevole frequenza. Nel nostro settore la prima applicazione su di un modello di serie è dovuta alla Morini, che nei suoi motori della serie iniziata con il 3 ½ nei primi anni Settanta ha impiegato una cinghia dentata per comandare l’unico albero a camme posto nel basamento; la distribuzione infatti era ad aste e bilancieri. Successivamente è stata la volta della Honda (GL 1000) e poco dopo della Ducati e dalla Rotax (monocilindrico monoalbero 504). Va anche ricordata, diverso tempo dopo, la Honda ST 1100.
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