La Casa inglese è tornata a dedicarsi all’off-road: i risultati testimoniano la bontà di un progetto ambizioso, con un’anima tecnica piemontese
“Intorno ai diciassette anni facevo il muratore con mio padre, che mi ha trasmesso la passione per il Motocross – dice Manuel – e quando potevo correvo qualche gara del Regionale in Piemonte. A volte a sistemare la moto mi aiutava Alberto Angiolini (due volte campione italiano Senior 500), frequentavamo la pista di Serravalle Sesia, e lui lavorava come service Pirelli al Mondiale. Una volta mi ha chiesto di dargli una mano nel lavoro a una gara e da allora è iniziata la mia storia: l’ho seguito in tutta Europa nelle gare del Mondiale 250, e quando rientravo a casa tornavo a fare il muratore. Per me era un sogno entrare nel paddock del Mondiale e allora era stupendo, la sera si cenava noi meccanici e i piloti, erano bei tempi. Nel 2000 è cambiata la gestione Pirelli e io per il 2001 ho accettato una proposta da Pamo Honda che però ha chiuso in pochi mesi…”. Chiusa una porta, si è aperto un portone: “Dato che Andrea Bartolini cercava un meccanico per il suo team con David Philippaerts, Alex Salvini e Ronnie Bosi con l’Husqvarna, abbiamo fatto l’Europeo 125. L’anno dopo, nel Team ST Racing (Sauro Orazi) con Manuel Monni e Luca Cherubini abbiamo vinto l’Europeo 125 con Cherubini, con la Yamaha e il kit Rinaldi, e in quel periodo ho conosciuto proprio Michele Rinaldi. Nei tre anni successivi ho vissuto il Mondiale, con il Team Medei, ho lavorato con Cherubini, Salvini e poi con Claudio Federici e la Kawasaki, e abbiamo vinto l’Italiano e gli Internazionali d’Italia”.
Nel 2007 l’approdo da Rinaldi, nel team Yamaha ufficiale. “Una grande esperienza. Arrivavo in un team ufficiale come meccanico da allenamento di Joshua Coppins. Nel 2008 e 2009 c’era anche Philippaerts, che abitava vicino a me in Piemonte. Poi sono diventato meccanico da gara: due anni con Gautier Paulin, tre con Christophe Charlier e cinque con Romain Febvre, con il Mondiale vinto nel 2015. Ricorderò sempre Maggiora, dove nel fango è caduto ed è ripartito con il manubrio piegato ed è riuscito a vincere proprio il mio GP di casa. Con lui ho anche vinto tre ‘Nazioni’: a Matterley Basin la Francia ha trionfato con tre miei piloti, Febvre, Paulin e Charlier”. Con il passaggio di Febvre a Kawasaki KRT, per Volpato sono cambiate le cose: “Sono rimasto con Rinaldi YZRRS, il racing service per la gestione tecnica dei team ufficiali Yamaha. Nel 2021 ho seguito Glenn Coldenhoff in Yamaha-Wilvo. Tre anni positivi, poi per il 2024 ho deciso di cambiare. Da un paio d’anni parlavo con Vincent Bereni, lui è un corso che vive in California, ha fatto la scuola per meccanici da gara a Le Mans e secondo me è un grandissimo tecnico, gestiva lui le Kawasaki prima che il team passasse a Kimi Raikkonen. Quando la Triumph ha preso Vincent e la sua squadra Must Motorsport per occuparsi del neonato team nel Mondiale, mi ha rifatto la proposta e ho accettato”.
Con la Triumph, l’avventura di Volpato è stata accompagnata da un altro tecnico italiano. “Mi hanno chiesto di fare il capotecnico e mettere a disposizione la mia esperienza. Ho portato anche un altro tecnico italiano, Edoardo Bertinazzi, delle mie parti… Ci spostiamo molto: la squadra fa base nei pressi di Eindhoven e i piloti si allenano in Spagna da ottobre a marzo. Il nostro primo impegno è stato completare il team poi abbiamo cominciato a lavorare sullo sviluppo”. Il podio mondiale ha subito testimoniato la bontà del progetto: “In Argentina mi aspettavo una bella gara perché ad Haarup piace la pista. inoltre dopo la preparazione invernale era in forma. C’era un po’ di paura, ed è normale alla prima gara vera, per qualche eventuale problema tecnico per una moto fresca di sviluppo, ma è andato tutto al meglio. Il podio è stato l’avverarsi di un sogno”. Due GP più tardi, ancora un podio, sulla sabbia a Riola Sardo, questa volta con Mc Lellan, terzo. "È stata una bella conferma, con un pilota giovane, che poi si è infortunato in Portogallo ed è rientrato in Indonesia, ha sfiorato il podio ad Arnhem e ha chiuso la stagione nono, pur avendo saltato sei GP”. Ancora podio (secondo posto) per Haarup in Indonesia, a Lombok, e quinta posizione finale nella MX2: “Mikkel ci ha entusiasmato, ha avuto qualche problema fisico che si è trascinato nella stagione, ma ha tenuto duro e il quinto posto finale è un grande risultato”.
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