Cross: Triumph, buona la prima

Cross: Triumph, buona la prima© Taglioni e Ray Archer

La Casa inglese è tornata a dedicarsi all’off-road: i risultati testimoniano la bontà di un progetto ambizioso, con un’anima tecnica piemontese

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2025.02.17 ( Aggiornata il 2025.02.17 09:18 )

Triumph: parla Manuel Volpato


“Intorno ai diciassette anni facevo il muratore con mio padre, che mi ha trasmesso la passione per il Motocross – dice Manuel – e quando potevo correvo qualche gara del Regionale in Piemonte. A volte a sistemare la moto mi aiutava Alberto Angiolini (due volte campione italiano Senior 500), frequentavamo la pista di Serravalle Sesia, e lui lavorava come service Pirelli al Mondiale. Una volta mi ha chiesto di dargli una mano nel lavoro a una gara e da allora è iniziata la mia storia: l’ho seguito in tutta Europa nelle gare del Mondiale 250, e quando rientravo a casa tornavo a fare il muratore. Per me era un sogno entrare nel paddock del Mondiale e allora era stupendo, la sera si cenava noi meccanici e i piloti, erano bei tempi. Nel 2000 è cambiata la gestione Pirelli e io per il 2001 ho accettato una proposta da Pamo Honda che però ha chiuso in pochi mesi…”. Chiusa una porta, si è aperto un portone: “Dato che Andrea Bartolini cercava un meccanico per il suo team con David Philippaerts, Alex Salvini e Ronnie Bosi con l’Husqvarna, abbiamo fatto l’Europeo 125. L’anno dopo, nel Team ST Racing (Sauro Orazi) con Manuel Monni e Luca Cherubini abbiamo vinto l’Europeo 125 con Cherubini, con la Yamaha e il kit Rinaldi, e in quel periodo ho conosciuto proprio Michele Rinaldi. Nei tre anni successivi ho vissuto il Mondiale, con il Team Medei, ho lavorato con Cherubini, Salvini e poi con Claudio Federici e la Kawasaki, e abbiamo vinto l’Italiano e gli Internazionali d’Italia”.

Nel 2007 l’approdo da Rinaldi, nel team Yamaha ufficiale. “Una grande esperienza. Arrivavo in un team ufficiale come meccanico da allenamento di Joshua Coppins. Nel 2008 e 2009 c’era anche Philippaerts, che abitava vicino a me in Piemonte. Poi sono diventato meccanico da gara: due anni con Gautier Paulin, tre con Christophe Charlier e cinque con Romain Febvre, con il Mondiale vinto nel 2015. Ricorderò sempre Maggiora, dove nel fango è caduto ed è ripartito con il manubrio piegato ed è riuscito a vincere proprio il mio GP di casa. Con lui ho anche vinto tre ‘Nazioni’: a Matterley Basin la Francia ha trionfato con tre miei piloti, Febvre, Paulin e Charlier”. Con il passaggio di Febvre a Kawasaki KRT, per Volpato sono cambiate le cose: “Sono rimasto con Rinaldi YZRRS, il racing service per la gestione tecnica dei team ufficiali Yamaha. Nel 2021 ho seguito Glenn Coldenhoff in Yamaha-Wilvo. Tre anni positivi, poi per il 2024 ho deciso di cambiare. Da un paio d’anni parlavo con Vincent Bereni, lui è un corso che vive in California, ha fatto la scuola per meccanici da gara a Le Mans e secondo me è un grandissimo tecnico, gestiva lui le Kawasaki prima che il team passasse a Kimi Raikkonen. Quando la Triumph ha preso Vincent e la sua squadra Must Motorsport per occuparsi del neonato team nel Mondiale, mi ha rifatto la proposta e ho accettato”.

Con la Triumph, l’avventura di Volpato è stata accompagnata da un altro tecnico italiano.Mi hanno chiesto di fare il capotecnico e mettere a disposizione la mia esperienza. Ho portato anche un altro tecnico italiano, Edoardo Bertinazzi, delle mie parti… Ci spostiamo molto: la squadra fa base nei pressi di Eindhoven e i piloti si allenano in Spagna da ottobre a marzo. Il nostro primo impegno è stato completare il team poi abbiamo cominciato a lavorare sullo sviluppo”. Il podio mondiale ha subito testimoniato la bontà del progetto: “In Argentina mi aspettavo una bella gara perché ad Haarup piace la pista. inoltre dopo la preparazione invernale era in forma. C’era un po’ di paura, ed è normale alla prima gara vera, per qualche eventuale problema tecnico per una moto fresca di sviluppo, ma è andato tutto al meglio. Il podio è stato l’avverarsi di un sogno”. Due GP più tardi, ancora un podio, sulla sabbia a Riola Sardo, questa volta con Mc Lellan, terzo. "È stata una bella conferma, con un pilota giovane, che poi si è infortunato in Portogallo ed è rientrato in Indonesia, ha sfiorato il podio ad Arnhem e ha chiuso la stagione nono, pur avendo saltato sei GP”. Ancora podio (secondo posto) per Haarup in Indonesia, a Lombok, e quinta posizione finale nella MX2:Mikkel ci ha entusiasmato, ha avuto qualche problema fisico che si è trascinato nella stagione, ma ha tenuto duro e il quinto posto finale è un grande risultato”.

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