La Casa inglese è tornata a dedicarsi all’off-road: i risultati testimoniano la bontà di un progetto ambizioso, con un’anima tecnica piemontese
Le ruote tassellate fanno dunque parte del DNA della Triumph (fornitrice dei motori per la Moto2 del Motomondiale), ma quando nel 2023 ha annunciato la sua entrata nel gotha del Motocross, la Casa inglese ha sorpreso un po’ tutti. E nella conferenza stampa ufficiale, al Cross delle Nazioni in Francia a Ernée, si è svelato un programma ben definito e ambizioso: team per il mondiale MX2, AMA National e Supercross USA 250 al primo anno, e al secondo anno anche nella MXGP (sbarco poi spostato di un anno). Nel Mondiale lo sponsor è il munifico brand Monster, e il team è capitanato da Thierry Chizat-Suzzoni (per anni proprietario del team ufficiale Kawasaki) e gestito dall’esperto Vincent Bereni, mentre per il collaudatore basta il nome, Clement Desalle. Dall’altra parte dell’oceano, per Supercross e National la Triumph Racing USA si è presentata nientemeno che con il mitico Ricky Carmichael e Ivan Tedesco. Alla prima prova del Mondiale 2024, in Argentina, tantissimi occhi erano puntati sulla nera inglese, che al sabato nel turno cronometrato MX2 sorprendeva un po’ tutti con il quinto tempo per il danese Mikkel Haarup e l’ottavo per il diciannovenne sudafricano Camden Mc Lellan.
Il bello arrivava la domenica con Haarup autore di un quinto e un secondo posto di manche per il terzo gradino del podio del GP. Un podio all’esordio, un risultato eccezionale che ha confermato lo spessore del progetto Triumph. Haarup si è fermato per festeggiare con il team una giornata storica per la Triumph. Al centro del gruppo in festa c’era un italiano, il capotecnico Manuel Volpato, piemontese (di Ailoche, in provincia di Biella), 47 anni, 30 dei quali nel Mondiale, personaggio amatissimo nel paddock che merita di essere raccontato.
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