L’Italia delle due ruote è stata grande protagonista ad Austin, soprattutto nella top class
Possiamo dire che la copertina del numero della scorsa settimana alla fine si è rivelata azzeccata. Fabio Di Giannantonio, Franco Morbidelli e Marco Bezzecchi sono stati tra i grandi protagonisti della gara di Austin. E in parte lo è stata anche la Honda, che prima delle due scivolate di Johann Zarco e Joan Mir era in lotta per la Top 10 con ben tre dei suoi quattro piloti. Ma a esaltarci, in terra statunitense, sono stati soprattutto i nostri piloti. Al netto dell’errore di Marc Marquez che gli ha facilitato il percorso verso la vittoria, Francesco Bagnaia ha fatto una “gara alla Pecco”, tornando a guidare come ci aveva abituato fino all’anno scorso e dimostrando di aver iniziato a prendere le giuste misure alla Ducati versione 2025. “Diggia” ha concretizzato quanto di buono aveva fatto intravedere in Argentina, sfiorando la pole e portando a casa un podio che vale quasi come una vittoria. “Franky” ha guidato ancora una volta lì, nella Top 5, dando spettacolo con i suoi sorpassi ed evidenziando una forma psicofisica invidiabile.
A sorridere, in America, sono stati anche gli altri due azzurri presenti in pianta stabile nel campionato: Enea Bastianini con la KTM è tornato “Bestia”, chiudendo nelle zone che contano con una gara delle sue, tutte in rimonta nella parte finale. E Luca “Maro” Marini ha fatto finalmente meglio dei suoi compagni di marca in Honda: grintoso ed efficace fino all’ultimo giro, ha concluso a poca distanza da Bezzecchi e Bastianini. Se ci aggiungiamo anche le gare da podio di Matteo Bertelle in Moto3 e di Tony Arbolino in Moto2, possiamo dire che il motociclismo di casa nostra può lasciare Austin con maggiore fiducia verso il Qatar e le future gare europee… BUONA LETTURA!
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