L’asta giudiziale per la Casa modenese è andata deserta e si attende un ribasso per il prezzo base di 5,7 milioni. Una cifra già congrua
Poche settimane fa vi avevamo raccontato dell’asta giudiziale per la cessione di Energica Motor Company. Fin dal 2018 l’azienda non è riuscita a incassare più di quanto spendeva: nel 2018 la perdita registrata a bilancio è stata di 7.271.800 Euro, l’anno dopo di 7.698.732, mentre nel 2020 è scesa a 5.576.736, Nel 2021 il rosso contabile è tornato a salire, raggiungendo 8.395.248 Euro, per poi spingersi a 12.631.504. Non tragga in inganno la perdita del 2023, pari a 6.047.686 Euro perché discende da un crollo del Valore della Produzione (i ricavi) dai 20,7 milioni del 2022 a 8,9. Il termine per la presentazione delle offerte era il 29 gennaio alle ore 15.
Il prezzo base era di 5,7 milioni di Euro, con offerta minima di 4,275 milioni e rialzi da ventimila Euro l’uno, ma il 31 gennaio è stata annunciata la non aggiudicazione perché nessuna offerta è pervenuta entro il termine previsto. Una disdetta per le 32 persone che secondo i documenti ufficiali vantano rapporti di lavoro subordinato con l’azienda, anche se un paio avevano già presentato le dimissioni a dicembre e probabilmente hanno salutato la compagnia. Non avranno fatto i salti di gioia nemmeno i 107 concessionari Energica localizzati in 43 Nazioni differenti. È probabile che i potenziali acquirenti si attendano un ribasso nelle prossime settimane, anche se bisogna sottolineare come i 5,7 milioni di Euro fissati nel bando di gara siano congrui. Per arrivare a tale importo il dottor Claudio Trenti, incaricato della perizia, ha sommato il valore della componente materiale con quella immateriale.
La prima, discendente dalla relazione di stima dell’Istituto Vendite Giudiziarie di Modena, ha contribuito per 4.368.067 Euro, dati dalla somma delle rimanenze di magazzino (3.381.065 Euro), dai beni strumentali (660.758 Euro), dalle giacenze presso terzi (153.483 Euro), dai beni presso terzi (138.000 Euro) e da una zona definita secretata per 34.761 Euro. La parte del leone di quest’area off limits sono quattro batterie prototipali da 18mila Euro complessivi e una moto Ego Simo bianca targata da settemila Euro, mentre destano curiosità due go-kart incompleti senza valore. Dando un occhio alle giacenze di magazzino la parte principale è costituita da 54.880 celle 32, valutate 725.925 Euro, seguite da 2169 connettori di ricarica, ciascuno dei quali è quotato meno di 100 Euro. Tra i beni strumentali compaiono tre furgoni, le telecamere esterne per l’impianto di videosorveglianza, che valgono 300 Euro, così come un container del 2006 di color verde Energica.
Un carrello elevatore è indicato a 800 Euro, mentre un sollevatore elettroidraulico del 2021 tocca i tremila Euro. Diecimila euro è poi la stima di uno scanner laser 3D e 190mila valgono tre magazzini verticali tipo silo contenenti varia minuteria e componentistica per la linea di produzione. Passando invece alle moto, le Ego Corsa che sono state impiegate nella Coppa del Mondo della MotoE (nelle sue prime quattro stagioni, dal 2019 al 2022, prima dell’era Ducati con il nuovo status di Mondiale), per le quali viene espressamente indicato che sono da pista non immatricolabili, sono quotate seimila Euro ciascuna. Tuttavia due esemplari sprovvisti di batteria vedono il loro prezzo crollare a mille Euro cadauna. Per le SS9 stradali il prezzo è di 11.500 Euro, per una Evo Ribelle RS 12.500 e per le Experia 13.500. Completano il tutto 1.345.891 Euro di componenti immateriali e tangibili, tra cui brevetti, know-how, disegni, marchi e software proprietari.
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