Le magie del Friuli | Giri e Gare

Le magie del Friuli | Giri e Gare

Un itinerario da antologia, che comprende i borghi e i castelli della piana di Pordenone, ma anche i dolci rilievi del Collio e le Prealpi Giulie

2025.04.02 07:16

Terra contesa, il Friuli, al margine settentrionale dell’Italia, che l’acqua ha plasmato con il corso dei fiumi in discesa dalle Alpi. Questo itinerario permette di gustare in modo pieno le placide pianure di Udine e Pordenone, che raccontano la loro storia attraverso castelli e borghi antichi, ma anche di scoprire le atmosfere di Cividale del Friuli, antica capitale del regno longobardo.

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In Friuli, a tutta piega


Prima di partire alla scoperta del Parco delle Prealpi Giulie. Qui, il Natisone ha scavato la sua valle, e piccoli borghi attendono i visitatori nel silenzio delle montagne, tra scorci unici ma anche magnifici piatti, frutto della fusione tra cultura nostrana e quella slovena. Il gran finale è tra le dolci colline del Collio. Sacile è un borgo adagiato tra le sponde del placido Livenza; non è difficile capire perché la cittadina venisse chiamata “il giardino della Serenissima” e ancora oggi la piazza principale ricorda l’antico porto fluviale. Imboccata la statale in direzione Pordenone, si passa il castello-mulino di San Giovanni del Tempio e, poco prima di raggiungere il capoluogo, si svolta a destra alla volta di Sesto al Reghena, cittadina nota per l’Abbazia di Santa Maria in Silvis. Poco oltre, è imperdibile l’antico borgo di Cordovado con il magnifico castello. Come altrettanto unico è il borgo di Valvasone, poco più avanti, dalle suggestive atmosfere medievali. Proseguendo, invece, ecco Spilimbergo, la “città dei mosaici”. Il consiglio è di girovagare per il centro storico fino al castello, costruito su un’ansa del Tagliamento.

Dopo aver girovagato tra borghi e castelli si riprende la SP1 verso le colline che ospitano San Daniele del Friuli, pronti ad attraversare il maestoso Tagliamento sul ponte di Pinzano, dove il letto di ghiaia bianca contrasta con il limpido azzurro delle acque. Per ammirare il maestoso corso d’acqua dall’alto, il consiglio è di salire fino al castello di Ragogna. Siamo ora nella provincia di Udine, zona di produzione del prosciutto San Daniele. In questa località, da non perdere sono alcuni gioielli insospettabili come la “Cappella Sistina del Friuli” e la Biblioteca Guarneriana. Superata Fagagna, una breve deviazione porta al castello di Villalta; poi si guida lungo la SP100 fino all’ultimo dei castelli assolutamente da visitare, quello di Cassacco. Cividale del Friuli, il cui centro è patrimonio dell’Unesco, è perfetta per una pausa prima dell’attacco alle Prealpi Giulie.

Magie friulane


La statale 54 conduce in una dimensione idilliaca. Superato l’ultimo tratto di pianura nella valle del Natisone (attenzione a non perdere la svolta a destra, nei pressi di Ponte San Quirico, verso Montemaggiore) ci si ritrova immersi nella natura rigogliosa delle Prealpi. La strada stretta, ma sempre ben asfaltata, conduce tra tornanti e vedute sulle vette innevate a Montemaggiore. Lasciato a destra il bivio per la vetta del monte Matajur, si torna a scendere verso Masseris e, successivamente, Clodig, dove bisogna fare attenzione a non perdere la svolta a sinistra che porta a Topolò, piccolo paese abitato da meno di... venti persone. Tornati a Clodig la provinciale panoramica prosegue verso Drenchia. In località Crai, si devia verso sinistra seguendo le indicazioni per il rifugio Solarie e il confine di Stato. Si raggiungono così i luoghi intrisi della memoria della grande guerra. Bisogna ora ripercorrere la strada fino al bivio con la SP45, svoltare a sinistra e seguire le indicazioni per Udine. A tratti, la strada si allarga regalando momenti di piacevole guida motociclistica e si passano piccoli agglomerati fino a Castelmonte.

Se avete poco tempo, potrebbe bastare la vista del borgo e del santuario dal parcheggio, per poi tornare in sella verso le colline del Collio, dove ad attendervi ci saranno tanto buon cibo e i famosi vini friulani.

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