MotoGP: il cerchio magico di Pecco Bagnaia

MotoGP: il cerchio magico di Pecco Bagnaia© Luca Gorini

Dietro i successi del numero 1 c’è il supporto della Ducati, del box, della VR46 e della famiglia,
pianeti che si sono allineati e che aiutano il torinese a recitare il ruolo di mattatore assoluto

2024.09.06 ( Aggiornata il 2024.09.06 13:20 )

Il cerchio magico di Pecco Bagnaia


Ma è ovvio che, per un buon consiglio, l’indirizzo sicuro è a pochi chilometri dalla Pesaro in cui Bagnaia ha trasferito la propria vita: anche ora che corre in auto, Valentino Rossi rimane il mentore di Pecco, oltre che il compagno di allenamenti, come quakche settimana fa a Misano. E c’è da scommettere che il Dottore sarà ancora più motivato nel fornire consigli al proprio allievo in vista di un 2025 che culminerà con la sfida interna con Marc Marquez. La VR46 è la struttura che ha fatto crescere Bagnaia, non soltanto schierandolo nel Team Sky in Moto3 e soprattutto in Moto2, con il titolo, ma anche con il lavoro lontano dalle gare, impreziosito dalla possibilità di mantenere il tono agonistico allenandosi in un gruppo ricco di protagonisti del Mondiale. Un lavoro rappresentato da “Uccio” Salucci, dal managing director Gianluca Falcioni, che segue gli interessi di Bagnaia, e da Carlo Casabianca, preparatore atletico della VR46 che Pecco ha sempre apprezzato per lo stile molto diretto: "Carlo è bravo perché alimenta la mia autocritica, ma alla fine serve: nei giri conclusivi devi anche andare contro il tuo istinto che, per stanchezza, potrebbe farti mollare, e invece quello è il momento di dare tutto" raccontava Bagnaia alla vigilia del titolo in Moto2. Quella di Tavullia è una famiglia acquisita che si unisce a quella che Pecco ha lasciato a Chivasso, e che spesso è presente ai GP.

Prima di entrare nel box, le ultime persone che il campione vede sono i genitori: Bagnaia abbraccia papà Pietro e bacia mamma Stefania (e quando è presente, scambia un saluto con il fratello minore Filippo), poi trova la sorella-assistente Carola. A cui deve il nomignolo “Pecco”, ormai universale, ma anche la conoscenza con Domizia. Una famiglia eccezionale nella sua normalità e nell’equilibrio, così come il rapporto tra i neosposi meraviglia per quanto appaia fondato su basi solide, senza ostentazioni né la minima ricerca di notorietà. “Quando Pecco arriva nel box e vede Carola, si tranquillizza subito" ha sempre detto papà Pietro, presente ma mai invadente. "I sacrifici fatti per i figli non sono sacrifici. Avere come figlio uno sportivo professionista è particolare: il fatto che i miei figli facciano ciò che amano, per me è la cosa più bella”.

La passione per le due ruote di Pecco arriva però da un altro Bagnaia, Claudio, o meglio lo “zio Dodo”. Amante delle Ducati ma non soltanto, visto che da tifoso di Troy Bayliss ha ispirato il nipote. Il numero 21, infatti, ha sempre accompagnato il campione: lo ha utilizzato in Moto3, si è “moltiplicato” nel 42 in Moto2 e nel 63 in MotoGP, almeno fino ai titoli che lo hanno spinto ad accettare la sfida del numero 1. Trionfi figli di una Ducati eccezionale almeno quanto il pilota di punta e il suo cerchio magico. Grazie al quale nessuna sfida – dal tris di titoli in MotoGP all’arrivo di un compagno come Marquez – oggi spaventa Bagnaia.

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